venerdì 1 giugno 2012

SEMINARIO 6 GIUGNO IN DIRITTO E NUOVE TECNOLOGIE


ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA


Seminari della Scuola di dottorato
in Scienze Giuridiche
DOTTORATO DI RICERCA


IN DIRITTO E NUOVE TECNOLOGIE-Curriculum Bioetica


Nerina Dirindin

Docente di Economia Pubblica e di Economia Sanitaria


Università degli Studi di Torino


Salvaguardare il sistema
di tutela della salute
e riconvertire le risorse:
quali sfide in un contesto di crisi
economica?
6 Giugno 2012
ore 15.00


CIRSFID – Sala Bertrand Russell

Via Galliera 3 - Bologna

martedì 8 maggio 2012

LEZIONI e TEMI per l'ESAME IN FILOSOFIA DEL DIRITTO della Prof.ssa Carla Faralli

Segnaliamo le tematiche, e relative lezioni, a scelta per studentesse\i che devono sostenere, dopo aver frequentato il corso del 2012 Etica e Politica negli Studi di Genere,  l'esame in Filosofia del Diritto con la Prof.ssa Carla Faralli:
1.      Guerra, pace, non violenza: voci e pensiero negli anni trenta; Elda Guerra;
2.      Prostituzione, violenza e immaginario sessuale maschile,  Sandro Bellassai, Alessio Miceli;
3.      Rileggere Arendt alla luce degli spostamenti di popolazione e di una critica della tecnocrazia, Raffaella Lamberti, Angela Balzano;
4.     Anna Banti e Artemisia Gentileschi: uno sguardo incrociato, Vera e Vita Fortunati;
5.      Occupare, occuparsi di aver cura. Federica Giardini;
6.      Violenza patriarcale e violenza di genere, a cura di M. Cavina e S. Pelotti;
7.      L’altra guerra: lo stupro collettivo, Luigi Zoja.

Studentesse\i possono scegliere uno o più argomenti tra quelli indicati. Si consiglia la preparazione di una tesina a tema da discutere il giorno dell'esame. Per chi avesse dubbi o desiderasse suggerimenti, la tesina può essere inviata prima della data dell'esame all'indirizzo mail Carla.Faralli@unibo.it.

mercoledì 25 aprile 2012

Lezione 24 Aprile di Maria Luisa Vezzali: A. Rich, una guida nel labirinto

Poesie di Adrienne Rich
(lezione di M.Luisa Vezzali, 24/04/12)

Via Insomnia

Called up in sleep:        your voice:
I don’t know where I am . . .

A hand, mine, stroking a white fur surface you as a white fur hat unstitched, outspread

white as your cold brancusian marble head what animal’s pelt resembles you? but these are my navigations:         you don’t know where you are

Is this how it is to be newly dead?   unbelieving the personal soul, electricity unsheathing from the cortex, light-waves fleeing into the black universe

to lie awake half-sleeping, wondering
Where, when will I sleep

for Tory Dent

2006
Via insonnia

Una chiamata nel sonno:        la tua voce:
Non so dove sono...

Una mano, la mia, che accarezza una superficie di pelliccia bianca
tu, cappello di pelliccia bianca scucito, disteso

bianca come la tua fredda testa di marmo brancusiana a quale manto animale assomigli?
ma queste sono le mie navigazioni: non sai dove sei

È cosí essere appena morti?    non credendo all’anima individuale, elettricità sguainata dalla corteccia, onde-luce che fuggono nell’universo nero
giacere sveglia assonnata, a chiedersi
Dove, quando dormirò

per Tory Dent

2006
Tonight No Poetry Will Serve

Stanotte nessuna poesia servirà

Saw you walking barefoot     
taking a long look
at the new moon's eyelid

later spread
sleep-fallen, naked in your dark hair
asleep but not oblivious
of the unslept unsleeping
elsewhere

Tonight I think
no poetry
will serve

Syntax of rendition:

verb pilots the plane
adverb modifies action

verb force-feeds noun
submerges the subject
noun is choking
verb    disgraced    goes on doing

now diagram the sentence

2007                         
Ti ho visto camminare scalza
dare un lungo sguardo
alla palpebra della nuova luna

più tardi distesa
addormentata, nuda con i tuoi capelli scuri
nel sonno ma non dimentica
degli insonni senza sonno
altrove

Stanotte credo
che nessuna poesia
servirà

Sintassi della traduzione:

il verbo pilota l’aereo
l’avverbio modifica l’azione

il verbo alimenta artificialmente il nome
annega il soggetto
il nome soffoca
il verbo            disgrazia          insiste

ora disegna il grafico della frase

2007

                                              


Transparencies

That the meek word like the righteous word can bully
that an Israeli soldier interviewed years
after the first Intifada could mourn on camera
what under orders he did, saw done, did not refuse that another leaving Beit Jala could scrawl
on a wall: We are truely sorry for the mess we made is merely routine  word that would cancel deed
That human equals innocent and guilty
That we grasp for innocence whether or no
is elementary       That words can translate into broken bones
That the power to hurl words is a weapon
That the body can be a weapon
any child on playground knows          That asked your favorite word in a game
you always named a thing, a quality, freedom or river (never a pronoun never God or War)
is taken for granted       That word and body
are all we have to lay on the line
That words are windowpanes in a ransacked hut, smeared
by time’s dirty rains, we might argue
likewise that words are clear as glass till the sun strikes it blinding





But that in a dark windowpane you have seen your face
That when you wipe your glasses the text grows creare
That the sound of crunching glass comes at the height of the wedding
That I can look through glass into my neighbor’s house
but not my neighbor’s life
That glass is sometimes broken to save lives
That a word can be crushed like a goblet underfoot is only what it seems, part question, part answer: how you live it

2002
Trasparenze

Che la parola mite e la parola retta possano tiranneggiare
che un soldato israeliano intervistato anni
dopo la prima Intifada possa piangere davanti alla telecamera
per quanto obbedendo agli ordini ha compiuto, ha visto compiere, non ha rifiutato
che un altro lasciando Beit Jala possa scarabocchiare su un muro: Ci dispiace sinceramente per il casino che abbiamo fatto
è pura routine      una parola che cancellerebbe un fatto
Che sia umano equiparare innocente e colpevole Che ci aggrappiamo all’innocenza in ogni caso è elementare 
Che le parole possano tradursi in ossa rotte
Che il potere di scagliare parole sia un’arma
Che il corpo possa essere un’arma
qualsiasi bambino in cortile lo sa     Che al gioco di dire la parola preferita tu abbia sempre risposto una cosa, una qualità, libertà o
fiume (mai un pronome mai Dio o Guerra)
è dato per scontato        Che parola e corpo
siano l’unica posta che abbiamo da rischiare
Che le parole siano finestre in una capanna saccheggiata, lordata
dalle piogge sporche del tempo, potremmo discuterne
o che le parole siano chiare come vetro finché il sole colpisce accecante

Ma che in una finestra buia tu abbia visto il tuo volto Che quando ti pulisci gli occhiali il testo diventi piú chiaro
Che il rumore di bicchieri rotti arrivi al culmine delle nozze
Che io possa guardare attraverso una lente
nella casa del mio vicino
ma non nella vita del mio vicino
Che a volte si rompa il vetro per salvare vite
Che una parola possa essere schiacciata come un calice sotto i piedi
è solo ciò che appare, in parte domanda, in parte risposta: come la vivi
2002

For This

If I’ve reached for your lines (I have)
like letters from the dead that stir the nerves
dowsed you for a springhead
to water my thirst
dug into my compost skeletons and petals
you surely meant to catch the light:

—at work in my wormeaten wormwood-raftered stateless underground
have I a plea?

If I’ve touched your finger
with a ravenous tongue
licked from your palm a rift of salt
if I’ve dreamt or thought you
a pack of blood   fresh-drawn
hanging darkred from a hook
higher than my heart
(you who understand transfusion)
where else should I appeal?

A pilot light lies low
while the gas jets sleep
(a cat getting toed from stove
into nocturnal ice)
language uncommon and agile as truth
melts down the most intractable silence

A lighthouse keeper’s ethics:
you tend for all or none
for this you might set your furniture on fire
A this we have blundered over
as if the lamp could be shut off at will
rescue denied for some

and still a lighthouse be

1999

Per questo

Se ho teso la mano ai tuoi versi       (l’ho fatto)
come a lettere dei morti che ridestano l’animo
da rabdomante cercato la tua fonte
per abbeverare la mia sete
scavato nel mio concime scheletri e petali
che per te dovevano riflettere la luce:
– al lavoro nel mio sotterraneo mangiato dai vermi roso dai tarli senza patria
ho una scusa?

Se ho sfiorato il tuo dito
con lingua affamata
leccato dal tuo palmo una crepa di sale
se ti ho sognato o pensato
sacca di sangue    appena estratto
appeso rossoscuro a un gancio
piú in alto del mio cuore
(tu che comprendi la trasfusione)
a cos’altro dovrei rivolgermi?

Una luce-spia brilla fioca
mentre i fuochi del gas dormono
(un gatto esce in punta di zampa dai fornelli
al gelo notturno)
il linguaggio raro e agile come la verità
scioglie il silenzio piú radicale

L’etica del custode di un faro: cura di tutti o di nessuno
per questo si può pure dare fuoco ai mobili
Un questo contro cui abbiamo sbattuto
come se la luce potesse essere spenta a estro
il salvataggio negato ad alcuni

e rimanere un faro

1999

From Terza Rima

11.

Under the blackened dull-metal corners
of the small espresso pot
a jet flares blue

a smell tinctures the room
—some sniff or prescience of
a life that actually could be

lived  a grain of hope
a bite of bitter chocolate in the subway
to pull on our senses

without them we’re prey
to the failed will
its science of despair

12.

How I hate it when you ascribe to me
a “woman’s vision”
cozy with coffeepots    drawn curtains
or      leaning in black leather dress
over your chair
black fingernail tracing your lines

overspent Sibyl drifting in a bottle

How I’ve hated speaking “as a woman”
for mere continuation
when the broken is what I saw

As a woman         do I love
and hate?    as a woman
do I munch my bitter chocolate underground?

Yes.  No.    You too
sexed as you are  hating
this whole thing   you keep on         it remaking

13.

Where the novice pulls the guide
across frozen air
where the guide suddenly grips        the shoulder

of the novice       where the moss is golden
the sky sponged with pink at sunset
where the urine of reindeer barely vanished

stings the air like a sharp herb
where the throat of the clear-cut opens
across the surrendered forest

I’m most difficultly
with you     I lead
and I follow

our shadows        reindeer-huge
slip onto the map of chance and purpose  figures
on the broken crust
exchanging places         bites to eat
a glance

2000

Da Terza Rima

11.

Sotto gli spigoli di metallo annerito
della piccola moka
blu arde una fiamma

un profumo impregna la stanza
– aroma o precognizione di
una vita che in effetti potrebbe essere

vissuta        un chicco di speranza
un morso di cioccolata amara nel metrò
per ravvivare i sensi

senza i quali siamo prede
della volontà fallita
la sua scienza della disperazione

12.

Come odio quando mi attribuisci
una “visione di donna”
accogliente tra le porcellane   le tende tirate
o       china in abito di pelle nera
sulla tua sedia
con l’unghia nera a tracciarti i lineamenti

Sibilla sfinita galleggiante nella bottiglia

Quanto ho odiato parlare “da donna”
per la mera continuazione
mentre vedevo la frattura

Da donna    amo
e odio?       da donna
mastico la mia cioccolata amara sottoterra?

Sí.     No.    Anche tu
sessuato come sei          odiando
l’intero affare      continui      a perpetuarlo

13.

Là dove il novizio tira la guida
per l’aria gelata
dove la guida all’improvviso afferra         la spalla

del novizio dove il muschio è d’oro
il cielo chiazzato di rosa al tramonto
dove l’urina della renna appena scomparsa

punge l’aria come un’erba affilata
dove la gola della radura si apre
per la foresta arresa

è piú difficile restare
con te         io conduco
e tengo dietro

le nostre ombre    grandi come renne
scivolano sulla mappa del caso e del fine figure
sulla crosta aperta
si scambiano posto             bocconi
uno sguardo

2000







martedì 24 aprile 2012

24 Aprile: Adrienne Rich, una guida nel labirinto; Maria Luisa Vezzali.

Maria Luisa Vezzali: biografia e pubblicazioni


Poeta, traduttrice e docente di Materie letterarie al liceo. Laureata in Storia della lingua greca nel 1987 con una tesi sul linguaggio poetico dell'Antologia Palatina, ha lavorato per dieci anni nel mondo dell'editoria per poi dedicarsi all'insegnamento.
Come poeta, ha pubblicato L'altra eternità (Edizioni del Laboratorio, Modena, 1987) ed "Eleusi marina", in Poesia contemporanea. Terzo quaderno italiano (Guerini e Associati, Milano, 1992). E' presente in diverse antologie; per ricordare la più recente: Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000, a cura di Franco Loi e Davide Rondoni (Garzanti, Milano, 2001). E’ in corso di pubblicazione la raccolta Lineamadre.
Sue liriche sono comparse su riviste d'arte e letteratura, come "Poesia", "Steve", "Origini", "il rosso e il nero", "Titolo", "Frontiera". Selezioni di suoi testi sono state tradotte in tedesco da Silvana Brusati in Makkaroni und Geistesspeise (a cura di N.Gatter, Berlin Verlag, 2002) e in spagnolo da Emilio Coco in El fuego y las brasas. Poesía italiana contemporánea (Sial ediciones/Celeste, Madrid, 2000) e da Adriana Crolla in La Piel Desnuda. Poetas Italianas entre Milenios (Laborde Editor; Rosario, 2001).
Introducendola per la raccolta di Guerini e Associati, Franco Buffoni ha notato la tendenza dell'autrice a strutturare le sillogi su impianti geometrici e di apparente freddezza, per contrapporli a una <<tensione lirica al calor bianco>>. Su tale tensione Emanuele Trevi ha scritto: <<Se c'è per noi un'immortalità, c'è sempre anche un angelo capace di perdere le strade dei cieli, capace di ferirsi le mani sulle spine del tempo. I versi della Vezzali seguono l'angelo di cui parlano sulla via dell'oblio di sé e in questo desiderio di permanere sulla linea del fuoco siamo costretti a riconoscere anche i motivi segreti di uno stile. Qui il silenzio non è possibilità astratta, un manierismo mallarmeano, ma la conseguenza naturale di una disposizione innata al rischio. Penso al silenzio di Rebora, allo strazio di Gadda che non riesce a chiudere il suo grande romanzo, a tappare la falla della cognizione.>> Riguardo ai testi della raccolta ancora inedita, Emilio Coco ha evidenziato un <<ampliarsi dell'orizzonte comunicativo>> e una <<espansione della materia del canto che… si apre all'esplorazione del dolore del momento presente, della desolazione e dell'orrore del vivere metropolitano>>.
Come traduttrice, si occupa regolarmente di narrativa per la Mondadori e ha curato la raccolta di poesie di Adrienne Rich, Cartografie del silenzio (Crocetti, Milano, 2000).
Come saggista, ha curato - insieme a Carlo Alberto Sitta - L'abito della chimera (Edizioni del Laboratorio, Modena, 1989). Si possono ricordare, tra gli altri, i seguenti contributi su rivista: Dioscoride rivisitato in "Lexis. Poetica, retorica e comunicazione nella tradizione classica" 3/1989; Andrea Zanzotto. Vene assiderate & principi stelliferi in "Baldus. Quadrimestrale di letteratura" 3/1995; Esattezza e fallimento in "il rosso e il nero" 4/1995;Traduzione/appropriazione: un caso empirico in "Hortus. Semestrale di poesia e arte" 2/1998; Franco Buffoni: mani e scrittura in "Steve" 19/1999; Peregrinare nella luce: sulla poesia di Giuseppe Conte in "Steve" 21/2000.

lunedì 23 aprile 2012

Lunedì 23 aprile. L’altra guerra: lo stupro collettivo, Luigi Zoja.

Biografia e pubblicazione di Luigi Zoja

Luigi Zoja, nato nel 1943. Ha lavorato in clinica a Zurigo, poi privatamente a Milano,  a New York e ora nuovamente a Milano come psicoanalista. Presidente del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) dal 1984 al ‘93. Dal 1998 al 2001 presidente della IAAP (International Association for Analytical Psychology), l’Associazione che raggruppa gli analisti junghiani nel mondo, poi Presidente del Comitato Etico Internazionale della stessa. Già docente presso il C.G. Jung Institut di Zurigo e presso l’Università dell’Insubria.
Ha tenuto corsi e conferenze presso università e altre istituzioni in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Francia, Grecia, Rep. Ceca, Russia, Polonia, Bulgaria, Lituania, Slovenia, Israele, Giappone, Cina (Rep. Pop.), Stati Uniti, Messico, Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, Equador, Venezuela, Tunisia, Sudafrica. Pubblicazioni di libri e articoli in lingua italiana, inglese, tedesca, francese, spagnola, portoghese, greca, russa, ceca, polacca, slovena, lituana, cinese e coreana.
Pubblicazioni di libri e articoli in quattordici lingue.
Testi in italiano: Nascere non basta. Iniziazione e tossicodipendenza, Cortina, Milano 1985 e 2003; Coltivare l’anima, Moretti&Vitali, Bergamo 1999; Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, Bollati Boringhieri, Torino 2000 (Premi Palmi e Gradiva Award); (a cura di) L’incubo globale. Prospettive junghiane sull’11 settembre, Moretti&Vitali, Bergamo 2002; Storia dell’arroganza. Psicologia e limiti dello sviluppo, Moretti&Vitali, Bergamo 2003; Giustizia e Bellezza, Bollati Boringhieri, Torino 2007; La morte del prossimo, Einaudi, Torino 2009; Contro Ismene. Considerazioni sulla violenza, Bollati Boringhieri, Torino 2009 (Premio Internazionale Arché); Centauri. Mito e violenza maschile, Laterza, Roma - Bari 2010; Al dilà delle intenzioni: etica e analisi, Bollati Boringhieri, Torino, 2011 (Gradiva Award per l’edizione americana) ; Paranoia. La follia che fa la storia, Bollati Boringhieri, Torino 2011.

domenica 15 aprile 2012

Lunedì 16 aprile. Introduzione a Finnegans Wake: una voce femminile di Joyce, Rosa Maria Bolettieri Bosinelli.

 Rosa Maria Bollettieri Bosinelli.  Biografia e pubblicazioni:

Rosa Maria Bollettieri Bosinelli è professore ordinario di Lingua Inglese presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, Università di Bologna a Forlì e direttrice del Dipartimento di Studi Interdisciplinari su Traduzione Lingue e Culture, costituito a Forlì nel dicembre del 1999. Nel giugno 2000 è stata eletta Presidente della International James Joyce Foundation. Dal 1998 dirige il corso di perfezionamento post-laurea in Traduzione Multimediale per il Cinema e la Televisione. E' autrice di numerose pubblicazioni su James Joyce, il linguaggio politico, il linguaggio della pubblicità, la traduzione, la metafora. E' stata invitata a tenere conferenze presso diverse università in Italia e all'estero, fra cui Berkeley, Stanford, Brown, Miami, Columbus (Ohio), Cincinnati, Laramie (Wyoming), Albuquerque (New Mexico), Paris III, Trinity College (Dublin), McGill (Montreal).


Volumi e cure 

1975: Threshold: a common-core first-year course in English, co-autrice con G. Aston, Bologna, CLUEB.

1977: The Image of Italy in Eight U.S. Dailies, Bologna, CLUEB. 

1981: Reading as Communication, co-autrice con L. Haarman e K. Thomas, Bologna, Zanichelli. 

1986: U.S. Presidential Election 1984. An Interdisciplinary Approach to the Analysis of Political Discourse, (a cura) Bologna, Pitagora. 

1986: Myriadmindedman. Jottings on Joyce, (a cura, con P. Pugliatti e R. Zacchi), Bologna, CLUEB. 

1988: Quando parlano le metafore. Viaggio nella pubblicità televisiva americana, Bologna, CLUEB. 

1991: James Joyce's "Dubliners" (a cura, con C. van Boheemen), "guest-editor" del numero speciale di Style, Vol. 25, n. 3, Northern Illinois University. 

1992: The Languages of Joyce, (a cura, con C. Marengo Vaglio e C. van Boheemen, Amsterdam: Benjamins); "Introduction" by R. M. Bollettieri Bosinelli, pp. IX-XIX. 

1992: Sistemi linguistici e sistemi culturali (a cura, con V. Fortunati, R. Rossini Favretti, P. P. Giglioli, S. Stati, Ravenna, Longo, (3° vol. di Bologna, la cultura italiana e le letterature straniere moderne, a cura di V. Fortunati). 

1994: Il Doppiaggio: trasposizioni linguistiche e culturali. (a cura, con R. Baccolini e L. Gavioli, Bologna, CLUEB.

1995: Reading as Communication, co-autrice, con L. Haarman, J. Murray and K. Thomas, Bologna, Zanichelli (2a edizione riveduta). 

1996: Anna Livia Plurabelle di James Joyce, nella traduzione di Samuel Beckett e altri. Versione italiana di James Joyce e Nino Frank (a cura, con un saggio), Torino, Einaudi. 

1996: La traduzione multimediale per il cinema, la televisione e la scena, (a cura, con C. Heiss), Bologna: CLUEB. 

1998: ReJoycing. New Readings of "Dubliners" (a cura, con H. Mosher), Covington: University Press of Kentucky. 

1999: Translation Studies Revisited, (a cura, con S. Bassnett e M. Ulrych); "guest-editor" del numeso speciale di Textus, vol. XII, no. 2. 

2000: La traduzione multimediale: Quale traduzione per quale testo? (a cura, con C. Heiss, M. Soffritti, S. Bernardini) Bologna: CLUEB. 

2001: "Several Inverted Volumes Improperly Arranged". The Benstock Library as a Mirror of Joyce. Joyce Studies in Italy 7 (co-ed. with Franca Ruggieri, pre-print of forthcoming volume with Bulzoni, Rome, Bloomsday 2001). 

2002: "The Benstock Library as a mirror of Joyce. Joyce Studies in Italy 7" Rosa M. Bollettieri, Franca Ruggieri (a cura di) Bulzoni, Roma, 2002, pp. 1-190.


B. Articoli e saggi 

1970: "The Importance of Trieste in James Joyce Work with Reference to His Knowledge of Psychoanalysis", James Joyce Quarterly, Vol. 7, No. 3, Spring, pp.177-85. 

1972: "Nothing is so pleasant as to tell a funny story..." Nota su A.A. Milne", in Hurraying in Harvest: Saggi in onore di Carlo Izzo, Galeazzi, Imola, pp.47-70. 

1976: "The Relevance of the Italian in Finnegans Wake", A Wake Newslitter, Vol. 13, No. 2, April, pp.19-38. 

1978: "James Joyce: Raccontano la storia...", Paragone, XXIX, No. 338, aprile, pp.94-98.